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Il ruolo della donna nel corso della storia è cambiato notevolmente. Tuttavia oggi ci si pone ancora delle domande e si cerca ancora con gran fatica di affermare la nostra figura costantemente.

Nella protostoria inizia a definirsi a poco a poco il ruolo della donna, dove ella cominciò ad occuparsi di mansioni relative alla cucitura e tessitura, mentre nelle zone mesopotamiche erano dedite all'allevamento ed al bestiame.

Nell'impero greco-romano le donne trascorrevano le giornate all'interno delle domus ed i coniugi avevano zone separate in cui trascorrere il proprio tempo ed adempiere alle proprie attività. Non era concesso alla donna nessun diritto politico ed elettorale. La figura della donna era vista come musa ispiratrice e a seconda dell'appartenenza al ceto aveva diritti e privilegi. Nel mondo greco la prima poetessa ellenica fu Saffo, famosa anche per le relazioni omosessuali (all'epoca quasi tutte le donne e uomini avevano legami amorosi con entrambi i sessi, l'amore era così riconosciuto nel suo tema universale).

Nel medioevo la donna patì molte pene, dalle discriminazioni, alle accuse di stregoneria. Con l'inquisizione tantissime donne furono torturate, impiccate e bruciate vive in roghi pubblici. Le donne che vivevano alla corte del re o nel feudo era oggetto di stupri, violenze ed erano obbligate a procreare eredi maschi, in caso contrario erano destinate a morire.

Nel rinascimento ci fu l'affermazione di nuovi ideali, un rifiorire di arti e studi, e vi fu il crollo del feudalesimo. Le donne vivevano presso i castelli e le corti, fonte di ispirazione di numerosi artisti, ricoprivano diversi ruoli e le regine avevano tantissime responsabilità.

Tra l'800 ed il ‘900 con la nascita delle industrie anche le donne iniziarono a lavorare anche se sottopagate. Nacquero i movimenti socialisti e comunisti che inizialmente trascurarono i problemi di integrazione delle donne come maternità, pari diritti, salario ecc.. Grazie al coraggio di alcune di esse che hanno lottato e pagato sulla propria pelle, si sono conquistate l’indipendenza economica e l’uguaglianza.



Infatti una tematica importante, affrontata nel primo novecento, fu il diritto al voto: milioni di donne in Europa e Stati Uniti ne venivano escluse e si percepiva sul fondo un cambiamento rivoluzionario. In Gran Bretagna nascevano "Le suffragette", un movimento femminista che si mobilitò per il diritto al voto ed i diritti delle donne, la loro richiesta era il suffragio universale e la loro lotta consisteva in azioni spettacolari. Coinvolsero tantissime donne, furono più volte imprigionate e scioperarono con la fame e con la sete, fino a che conquistarono finalmente il diritto al voto nel 1918, inizialmente valido soltanto per le donne con i 30 anni di età compiuti e dal 1928 il diritto di voto fu concesso al ventunesimo anno di età. Movimenti simili nacquero in seguito un po’ ovunque.

A questo proposito, ulteriore tappa fondamentale fu il riconoscimento dei diritti delle donne con il "Woman's day", che nacque nel febbraio 1908 a Chicago. Si discusse circa lo sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie, orario, salario, voto e discriminazioni.


La festa della donna in Italia fu organizzata solamente nel 1946 e dal 2 giugno la donna iniziò a partecipare in maniera attiva con il voto alla nascita della Repubblica. Si cercò quindi un simbolo che le potesse rappresentare e si scelse la mimosa, poco costosa e facile da reperire a febbraio.

Solo negli anni' 70 essa divenne ufficiale, grazie al movimento femminista che lottava per l'indipendenza morale, economica e sessuale delle donne nel mondo, con il riconoscimento del rogo avvenuto in un cotonificio di New York agli inizi del '900 nel quale persero la vita un centinaio di operaie. Fu proposta quindi la data dell'8 Marzo come giornata internazionale per ricordare queste donne, simbolo in primis dei maltrattamenti da sempre subiti ma anche punto di partenza per il riscatto del genere femminile.

Nel dicembre 1977 l'assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò l'8 marzo come festa internazionale della donna, riconoscendo il ruolo e gli sforzi delle donne nel volere fortemente quella parità da sempre negata.

Esser donna non significa esser debole o inferiore, ma la vera forza scaturisce dall'amore, dal donare la vita, nel perseguire con energia i propri ideali.



Ancora tutt'oggi la donna subisce discriminazioni e non solo nei paesi meno sviluppati; un dato sconcertante è che tutt’oggi, in vari campi, viene ancora messa ad un livello inferiore all’uomo, nonostante le sue molteplici capacità…forse per invidia? Forse per paura? La risposta è lasciata alla vostra libera interpretazione.

Mi piace chiudere questo articolo con un aforisma di Henri – Frédéric Amiel, che per me racchiude al meglio il concetto di donna: "La donna vuole essere amata senza perché. Non perché è bella o buona o ben educata o graziosa o spiritosa, ma perché è! Ogni analisi le sembra una diminuzione, una soggezione della propria personalità."

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