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Le streghe di Benevento

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Pubblicato da in Cultura ·
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Chi di noi non è stato attratto dalla figura della strega cattiva?
 
Sin da bambini l'abbiamo vista nei cartoni animati, nei film e serie televisive come protagonista nel cinema horror o fantasy.

La leggenda su questa figura mistica ha origini antichissime, risale al IV sec. A.C, coincidente con l'età Romana e Sannitica, quando si introdusse il culto orgiastico di Cibale.

 


La credenza si diffuse con i riti orgiastici Longobardi attraverso  il culto Wothan. Si parla di un'usanza antica in cui i Longobardi si riunivano attorno ad un albero di noce, con una corsa sfrenata colpivano un caprone con le frecce e ne mangiavano un pezzo. Con il passaggio al cattolicesimo questo rito assunse una connotazione negativa e fu visto come un culto demoniaco.

 
Attorno all'albero sacro si riunivano circa duemila streghe guidate ognuna da un demone. Prima che l’orgia iniziasse esse si ungevano alla luce delle fiaccole dopo aver venerato il caprone. Il luogo in cui sorgeva il noce era considerato un luogo magico.

 
Ogni neofita doveva essere iniziata nello stesso modo, ovvero doveva giurare sul sangue spremuto dalla mammella sinistra e una volta al mese doveva essere adultera, omicida e seminare malefici.

 
La leggenda si modificò con il tempo: i guerrieri sostituirono le donne malefiche che danzavano freneticamente attorno all'albero, l'urlo della guerra prese il posto dell'orgia a cui partecipava il diavolo sottoforma di caprone, infine il boccone di carne fu sostituito da un vero e proprio banchetto. I guerrieri dopo le riunioni seminavano orrore e azioni malefiche in giro.

 
Secondo altre leggende le streghe usavano spargersi sul proprio corpo un particolare unguento magico, salire su una scopa e spiccare il volo.

 
Le streghe erano chiamate anche Janare per la loro caratteristica di essere incorporee ovvero capaci di passare sotto la porta. Per questo motivo vi era l'usanza di posizionare una scopa sull'uscio in modo che la Janara si fermasse a contare i fili della scopa, perdendo molto tempo nella conta. Giungendo l’alba, in quanto creatura della notte, era così costretta a fuggire via.

 
Poi ritroviamo la leggenda della Zucculara che infestava il teatro romano con il suo rumore di zoccoli e Manalonga ( braccio lungo ). Costei viveva nei pozzi e tirava giù chiunque passasse nelle sue vicinanze. Infatti era tipico delle streghe annidarsi su un ponte nei pressi di un lago che improvvisamente, al passaggio di un povero sventurato, si trasformava nel gorgone dell'inferno per completare l’efferato crimine.

 
Infine vi sono le Urie, spiriti domestici molto comuni.

La persecuzione alle streghe iniziò nel XV sec. d.C. con S. Bernardino da Siena, il quale le riteneva responsabili di malefici e sciagure. Con il Malleus Maleficarum,  redatto nel 1486, egli spiegò come riconoscerle, processarle ed interrogarle attraverso torture, come bruciarle vive o come ammazzarle con il patibolo.

La sua figura è stata individuata in soggetti con determinate caratteristiche come i poveri, mendicanti, vedove, anziani, ed in tutti coloro che esercitavano pratiche curative e magiche. Più volte è stata rappresentata nella letteratura, nella musica e nella pittura creando dei capolavori unici ma più recentemente non dimentichiamo il cinema, la televisione e l'animazione!

Anche molte discipline se ne sono occupate come la psicologia, la psicoanalisi, sociologia, antropologia, ecc..

Negli ultimi anni l’immagine della strega ha perso la sua connotazione negativa per essere rivalutata all'interno dei movimenti neopagani, come la Wicca, e attraverso dottrine come la stregoneria tradizionale e la stregoneria italiana che la raffigurano folcloristicamente come guaritrice ed esperta di medicina naturale, quindi tutt'altro che malvagia e crudele.




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