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La Satira - dall'Umanesimo all'Era Moderna

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LA SATIRA
dall'Umanesimo all'Era Moderna
- seconda parte -



Nell'umanesimo vi fu il recupero della cultura greco-romana con l'uso del latino e dell'epigramma, breve componimento satirico.

Con l’introduzione dei commenti in stampa, per la prima volta inseriti da Londino, vengono approfonditi i componimenti di Orazio, ponendo così l'attenzione sulla metrica, forma, stile ed il pensiero filosofico del poeta.

Nel '500 fu fatto un ulteriore passo in avanti con Ariosto, il quale adottò la terza rima con struttura epistolare e quindi con la presenza di un destinatario e aggiunse domande e risposte. Con la forma epistolare l'io satirico si definisce, rivendica l'accettazione di se e dei propri limiti.


Nel '600 abbiamo la resistenza alle stampe con la censura ecclesiastica e la giustizia civile, la ripresa di Giovenale e la persistenza in terza rima. Tra i poeti di questo periodo ricordiamo Salvator Rosa con il trittico dedicato alle arti come musica, pittura e degenerazione morale della società.

Nel '700 vi fu un ritorno ai classici attraverso l'Accademia dell’Arcadia che dettò le regole per ricondurre la poesia sulla retta via. Quindi un ritorno al buon gusto, alla buona poesia che prevedeva di rifarsi ai classici, al rispetto della religione e al disconoscimento della satira volgare.
Menzini nell'accademia tuscolana riporta riti e ideali dell'Arcadia, la quale, egli scrive, ricerca l'equilibrio del buon gusto letterario e morale.


In seguito il componimento "Giorno" di Parini si mostra come il risultato di molteplici stili, da Orazio a Virgilio, dall'Ovidio dell'Ars Amandi e didascalici del settecento. Egli rappresenta una società in continuo sviluppo con una critica troppo complessa e alta per esser compresa, associata a quel carattere anti-nobiliare spiccato dell’epoca.

Nell'età Napoleonica c'è una ripresa del modello proposto dal Parini, con la voglia di adattarlo a forma educativa verso la società.

Nasce nell'800 la satira sociale. Questa volta il lettore chiede una soluzione e non solo un posto dove lasciare le proprie irrequietudini. Giuseppe Giusti seppe dare forza alla voce del popolo e al cambiamento usando la satira come forma di protesta.

Nel'900 non ci sono più distinzioni di stili, c'è una rottura completa con il passato. Esiste la soggettività del poeta, vi è libertà espressiva recuperando e reinventando topoi antichi o assumendo nuove forme. La forma del poeta viene sempre più emarginata e si sperimenta.

Con l'avvenimento del Futurismo i poeti ebbero modo di farsi conoscere mediante pubblicazioni come sul manifesto futurista il Figaro di Marinetti. Montale allude ad una società che rende impraticabili quei valori simboleggianti degli oggetti ormai non più riconoscibili.
Nel XX secolo la satira ha visibilità maggiore sopratutto per la diffusione mediatica. Si parla sopratutto della scena musicale sottoposta a continua censura. I bersagli sono molteplici e riguardanti sempre il presente.


Un esempio di critica del presente è dato dalla famosa canzone di Rino Gaetano "Nuntereggaepiù" non censurata allora poichè diventata famosa in poco tempo.
Eminem è un esempio ancora più estremo di un'invettiva violenta sia sulla sfera privata che sulla società.

Con internet la satira si è estesa enormemente, anche senza filtri, e le idee sono prese dalla nostra realtà che continua a donarci esempi facili e facili bersagli...a volte anche molto comici!!!

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