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Il Natale a Napoli

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Pubblicato da in Cultura ·
Tags: Natale2016aNapolitradizioninapoletanepresepeS.GregorioArmenostruffolicenadiNatalecenonediCapodanno
"Vedete se è possibile che un uomo alla sua età si mette a fare il presepio. So' juta pe' le dicere “Ma che 'o ffaie a fa'?”, sapete che mi ha risposto? “O faccio pe' me, ci voglio scherzare io!"
A Napoli dall'8 Dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, si aprono i preparativi al Natale, con l'addobbo dell'albero di natale e il presepe.

Napoli ha una magia innata, soprattutto in questi giorni.
Ha un odore particolare e nonostante il freddo si vive avvolti da un calore perenne, odore di castagne, fiumi di turisti e le loro voci caotiche, odore di colla a caldo dei presepi e addobbi, aroma di cannella fuori le pasticcerie, abbagli di lucine in festa, musica e spettacoli, ma si sa che al SUD si rispettano le tradizioni e si tramandano, perché noi ci teniamo!

La raffigurazione dell'albero sin dall'antichità è simbolo di vita. L'usanza di addobbarlo ha radici più recenti. La tradizione inizia nel 1441 circa in Estonia, e si racconta che nella piazza del municipio fu eretto un grande abete, dove giovani scapoli potevano trovare un'anima gemella ballandoci intorno.
Nel 1570 si racconta del posizionamento di un albero in un villaggio decorato con mele, fiori di carta, datteri e noci. La figura dell'albero è stata sempre legata alle fiabe e leggende, infatti, si narra di un bambino che alla vigilia di natale si perse nel bosco, e preso dallo sconforto si riparò sotto un abete. Quella sera faceva molto freddo, così l'albero avendo pena del povero fanciullo spinse i rami in modo da coprire il corpicino proteggendolo dal gelo. In memoria di questo avvenimento gli abitanti del villaggio che il giorno dopo lo ritrovarono vivo, addobbarono tutti gli alberi a festa.

Il presepe è amato da tutti, religiosi e laici.
Il presepe è il cuore della tradizione natalizia a Napoli, è la storia di Napoli, è artigianato...è arte! Vi si raffigura da sempre la scena religiosa più importante, ovvero quella della natività; soltanto nel seicento il presepe si amplia e diventa scena della quotidianità popolare, raggiungendo il proprio apice nel Settecento con scene dettagliatissime.


Nelle feste natalizie a Napoli si mangia assaj e le tradizioni della tavola sono diverse: ci piace stare con i parenti e amici attorno al tavolo per ore e ore, chiacchierando e mangiando le cose più squisite...

Alla Vigilia ci sono diverse pietanze che non possono mancare come l'insalata di rinforzo, il capitone, il baccalà, gli spaghetti con le vongole, i broccoletti di natale, le alici marinate, il polpo all'insalata, le zeppole fritte, la spigola all'acqua pazza; il 25, giorno di Natale, sul tavolo troviamo: la minestra marinata, i tortellini con gallina in brodo, la pasta al forno, la lasagna, il sartù di riso, i cannelloni, la carne alla brace, le polpette al sugo o fritte, le braciole imbottite, le cotiche di maiale al sugo, l’insalata di rinforzo; poi si continua con S. Stefano, Capodanno ed il primo dell'anno!!!

Signori, i dolci sono il nostro piatto forte!!!
Iniziamo con gli Struffoli, di origine greca rientrati successivamente nella pasticceria napoletana, dolcini a forma sferica, con miele e confettini colorati.
I Mustacciuoli dalla forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato di origine latina.
I Roccocò a forma di ciambella, ricchi di mandorle di origini francesi.
I Divino Amore ovvero dolci aromatizzati preparati per la prima volta dalle monache del Divino Amore a Spaccanapoli a Napoli.
Tutto racchiuso in un finale di frutta secca.

Come accennato all’inizio questo periodo è magico anche per le tradizioni musicali.

Lo Zampognaro ovvero il suonatore di zampogna, uno strumento a fiato, figura immancabile sul presepe. In origine il pastore richiamava il suo gregge con questo strumento musicale; nella metà del settecento con la sua musica accompagnava le preghiere.

Infine, la befana, l’ultima festa si festeggia tra la notte del cinque e sei gennaio, e rappresenta l'avvento dei re Magi che portarono oro, incenso e mirra a Gesù. Si narra che i magi, in questa notte, bussarono ad una vecchietta per chiedere la strada per Betlemme. Ella dopo aver dato le indicazioni richieste si rifiutò di unirsi a loro, ma poi pentita li cercò bussando a tutte le porte del villaggio e ad ogni porta a cui bussava lasciava un dono ad ogni bambino, nella speranza che uno di loro potesse essere il Messia. Da qui ha probabilmente origine la tradizione di comparare in questa notte i dolciumi dolci ai bambini sulle diverse bancarelle.

L'ultima tradizione è quella del giocare in compagnia:

In primis, la tombola napoletana nata nel 1734 da un accordo tra Carlo di Borbone e Gregorio Maria Rocco per tenere sotto controllo il gioco che si vietò per pregare durante le feste natalizie. Il popolo cercò quindi un'alternativa e si inventò il "panariello", rigorosamente di vimini, in cui sono racchiusi tutti i numeri del lotto da segnare su cartelle  dove vi erano impressi tutti i numeri. Vennero poi associati ai numeri diversi significati divertenti racchiusi nella smorfia, dove il divertimento è assicurato!!!

Ma Napoli ha mille culure…per Natale Napoli offre artisti di strada che colorano via Roma, il Vomero, i diversi vicoli del centro, S. Gregorio Armeno, dove l'arte dell'artigianato diventa prodotto unico al mondo, offre pasticcerie piene di pastiere, struffoli, ecc., offre musei tutti aperti e novità dell'anno N'Albero, una struttura in ferro di oltre 40 metri di altezza e illuminata sul lungo mare di via Caracciolo che offre al turista un diversivo moderno.

Infine il teatro, a Napoli quest'arte è ancora viva con tanti spettacoli inerenti al natale...

Insomma vi consiglio vivamente di vivere questo periodo a Napoli.

Già camminando tra i vicoletti noterete che i napoletani s'illuminano come le lampadine sull'albero e sono pieni di allegria come i confettini degli struffoli, e c'è una cosa che noi napoletani offriremo sempre e anche gratuitamente…l'ospitalità, siete i benvenuti, sempre!!!

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