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Cimitero delle fontanelle “Io ero ciò che tu sei; tu sarai ciò che io sono”

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Pubblicato da in Cultura ·
Tags: NapoliCimiterodelleFontanelleanimePezzentellecapuzzelleleggendadelcapitanocaparossaeruzionedelVesuvioossuario
Un giorno d'inverno mi recai al cimitero delle fontanelle. Vi chiederete: "che nome è? eh si, mette curiosità!".
Grazie alla guida ne rimasi estasiata.
E' un cimitero antico di Napoli che prende il nome dalla via dov'è situato via delle fontanelle chiamata così per i rivoli d'acqua che sgorgavano dalle colline circostanti.



Il tragitto per arrivarci fu lungo, ricordo il cielo cupo e gli affascinanti vicoletti della sanità, stradine, mercati e scalette. Appena arrivati l'ingresso è imponente, si sente subito che varchi la soglia tra la Napoli esposta alla luce del sole e colori e la Napoli sotterranea, cupa e di sapori remoti. Non si percepisce più calore ma freddo e mistero.
Di sicuro il luogo mette suggestione, con migliaia di teschi, alcuni protetti da teche, attorniati di soldi, rosari e foto, privilegiati rispetto...ma perchè? Come mai c'erano tutti questi teschi ammucchiati in questo posto? Qual'era il senso di tutto questo?

Nel 1656 questo spazio fu usato come fossa comune per le persone che morivano di peste, accogliendo 300.000 cadaveri su una popolazione di 400.000.
Il luogo è in realtà una cavea svuotata per la continua estrazione del tufo di cui le fondamenta della città ne erano ricche.
I corpi erano troppi per seppellirli uno per volta, così si trovò la soluzione più rapida per proteggere la popolazione ancora vivente.
In seguito a inondazioni d'acqua le ossa furono sparse al di fuori e rifurono riposizionate nel modo che osserviamo oggi.

Qui, regna il culto delle anime Pezzentelle cioè adottare una"capuzzella"(un teschio) in cambio di benevolenza. La popolazione mossa dalla compassione per queste anime abbandonate ne ha iniziato ad adottarne alcune, prendendosene cura con la costruzione di teche, lumini, fazzoletti e rosari, tutto in cambio di miracoli, grazie o numeri da giocare al lotto. Il rito prevedeva che  il cranio venisse pulito e lucidato e poggiato su dei fazzoletti ricamati. Al fazzoletto si aggiungeva il rosario (in seguito il fazzoletto venne sostituito da un cuscino). A ciò seguiva l'apparizione in sogno dell'anima prescelta, la quale richiedeva preghiere e suffragi.
Le ossa rappresentavano e rappresentano un ponte tra la terra e l'aldilà, per chiedere protezione o grazie in questo mondo.
Alcuni teschi hanno dietro di se leggende molto interessanti e divertenti, anche se a mio parere con sfondo inquietante!!
La leggenda del "Capitano" è quella più conosciuta. Si narra di una giovane sposa molto devota al cranio del capitano, che pregava spesso; il fidanzato geloso e scettico gli conficco un bastone nell'occhio e con sarcasmo lo invitò al loro matrimonio. Il giorno delle nozze, si intravide un ospite non conosciuto,  lo sposo gli si avvicinò per chiedere chi fosse e la risposta fu che  nell'accecandogli un occhio, era stato invitato da lui, così si mostro per quello che era, un morto, uno scheletro!.

Un teschio molto importante per i napoletani è Concetta: a'capa che suda, protetto da una teca proprio per la sua particolarità. Mentre tutti gli altri teschi sono coperti di polvere, questo è l'unico che presenta una lucidatura, una sorta di "sudore delle anime del purgatorio", un'  acqua purificatrice. Secondo la leggenda essa esaudisce le grazie.

La mummia di Donna Margherita,giace in una bara di vetro, con i suoi vestiti e il volto mummificato con la bocca spalancata. Si narra che mori soffocata da uno gnocco.

Una volta che l'anima sceglieva il vivente che si doveva occupare di loro, lo comunicavano tramite un sogno.
Ancora abbiamo il postino delle anime "Capa Rossa",  poichè il suo craneo è di colore rosso e in sogno appariva con i capelli rossi e comunicava notizie importanti e di buon auspicio.

L'ombra di Don Francesco negli anni '70: gli abitanti si appostavano fuori il cancello del cimitero aspettando di vedere delle ombre inviate dal teschio e se erano fortunati Don Francesco rivelava dei numeri da giocare al lotto.

All'interno del Cimitero delle Fontanelle si respira una forte fede che non è mai cambiata negli anni. Proprio per questo al suo interno vi è una chiesa, creata alla fine dell'800, la chiesa di santa Maria Santissima del Carmine , utilizzata per celebrazioni liturgiche fino agli anni '80. Alla destra dell'ingresso è collocata una riproduzione della grotta di Lourdes dove è collocata una statua di Bernadette,bellissima. A destra vi è una cappella con la statua di Cristo, sulla sinistra un crocifisso sagomato, un finestrone e il presepe che rappresenta la Sacra Famiglia con la scena della natività. Nella navata centrale, quella degli appestati, vi è l'ossoteca, una grande cappella piena di tibie e femori in cui al centro vi si erge il Cristo risorto.


La nascita dell'ossuario viene fatta risalire al XVI  secolo, quando a Napoli si susseguirono tre rivolte popolari, tre carestie, cinque eruzioni del Vesuvio, tre terremoti, tre epidemie. Nel 1837, in seguito al colera, il consiglio sanitario vi impose lo spostamento delle salme inizialmente sepolte in chiesa e terre sante. Il cimitero restò abbandonato fino al 1872, quando Don Gaetano Barbati mise in ordine le ossa con l'aiuto delle donne del quartiere. Restò chiuso per molti anni e riaperto definitivamente nel 2010.
Tanti sono i messaggi lasciati dai devoti  sin dall'antichità:
"Napoli 3/4/1944. La famiglia dell’Aviere Lista Ciro trovandosi senza notizie di suo figlio da pochi giorni dopo l’Armistizio e quindi sono otto mesi ed essendo devota di voi aspetta con tanta fede da voi la bella grazia". Messaggio a dir poco commovente data l'intensità della sofferenza di due genitori che pienamente si affidano alla grazia del prescelto!.

Due piccole curiosità: la prima su Giacomo Leopardi che morì di colera Napoli.  Sappiamo che la sua tomba si trova al Virgiliano  ma si narra che le sue spoglie siano nascoste nel Cimitero delle Fontanelle. Un ulteriore curiosità è che è possibile ritrovare su alcuni teschi un numero poichè spesso venivano utilizzati per studiare l'anatomia umana.

Una delle litanie per le anime in pena:
Anime sante, anime purganti,
Io son sola e vuie siete tante
Andate avanti al mio Signore
e raccontateci tutti i miei dolori
Prima che s’oscura questa santa giornata
da Dio voglio essere consolata.
Pietoso mio Dio col sangue Tuo redento
a tutte le anime del Purgatorio salutammelle a tutti i momenti,
Eterno Riposo

Nonostante sembri per i non credenti tutto surreale e per i credenti fortemente veritiero, il cimitero rimane un posto affascinante e ricco di storia, uno dei luoghi più suggestivi di Napoli, un luogo dove si barattano speranze e sogni, un luogo dove chi entra ossequia rispetto per le anime omonime e involontariamente diventa amico di un qualcuno che non ha più nome.

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